Bebè in arrivo: la mia lista delle cose utili (e sono molte meno di quelle che i negozi vogliono farci credere!)

Per il piccolo – in ospedale

 Sacchetto per l’uscita dalla sala parto con:

  • Camicina a pelle
  • body di cotone
  • calzine
  • tutina
  • cuffietta
  • copertina

Le prime due ore di vita Edoardo le ha trascorse su di me, pelle a pelle, avvolto da una copertina dell’ospedale. A differenza di quanto indicato nella mini-guida, dunque, è solo in fase di vestizione e spostamento in camera, e non nel post partum, che sono servite la cuffietta (perché i bambini disperdono molto calore dalla testa) e la copertina di ciniglia, che avevamo preso “a buon mercato” perché ci avevano detto che si sarebbe sporcata in sala parto e che invece è stata la preferita nei mesi a venire. La camicina a pelle non è necessaria e infatti io avevo deciso di non prenderla, ma mia madre teneva a regalargli la “camicina della fortuna”, così come il primo prezioso vestitino, e ne ha comprata una in seta che ha consegnato a Leonardo direttamente alla nascita, visto che Edoardo è nato con quindici giorni di anticipo e lei non l’aveva ancora pronta.

 Almeno tre cambi completi, riposti in sacchettini personalizzati, composti da:

  • body di cotone (io ne ho comprati 5 taglia 0-1, ovvero 50 cm, e 5 taglia 1-3, ovvero 56 cm, con collo all’americana)
  • calzine (io ho optato per intimo total white)
  • tutina (nel mio caso tutte intere, a parte uno spezzato, e in ciniglia a maniche lunghe, essendo Edoardo nato a marzo)
  • bavagliolo (li ho usati molto poco, Edoardo non ha mai avuto grossi problemi di rigurgito)

Avevo il dubbio se acquistare i guantini, ma mi è stato sconsigliato dall’ostetrica perché inibiscono il riflesso di prensione: per evitare che il bambino si graffi, è meglio limare le unghiette (Edoardo le aveva belle lunghe!).

 Capo spalla per l’uscita dall’ospedale

Io ho preso un giubbino taglia 1-3, che ho utilizzato nel corso di tutta la primavera per le uscite nei giorni più freddi.

 Asciugamani

L’indicazione dell’ospedale è di portarne uno grande e uno piccolo. Fondamentalmente vengono utilizzati per asciugare il bambino dopo la doccetta mattutina a opera delle infermiere del nido, visto che il bagnetto non viene fatto fino a che non è caduto il moncone e visto che per il cambio pannolino vengono usate le salviette umidificate. Io ne ho comprato un paio apposta per Edoardo, ma devo dire che a casa, a parte i suoi personali piccoli accappatoi, non abbiamo asciugamani esclusivamente suoi o esclusivamente nostri (salvo che, una volta usati, rimangono destinati allo stesso uso fino al lavaggio successivo).

 Pannolini

In ospedale di fatto non sono serviti perché forniti dalla struttura, ma – come indicato dalla guida – ho tenuto in valigia una confezione di scorta che poi ho utilizzato a casa. Avendo appurato che Edoardo non aveva particolari problemi di pelle, abbiamo potuto usare diverse marche senza problemi, fino ad approdare allo spaccio Pillo,  presso Il Centro di Arese, che è risultato essere il più conveniente (0.10€ a pannolino) oltre che consentire la prova  delle taglie nella nursery del centro (va chiesto il gettone all’InfoPoint). Ma, dopo aver letto che solo l’Europa Occidentale consuma qualcosa come 24 miliardi di pannolini all’anno e che questi ci mettono circa 450 anni per essere smaltiti, ho pensato di passare ai pannolini lavabili; sono meno impegnativi di quel che si potrebbe pensare, più delicati della plastica sulla pelle e soprattutto rispettano l’ambiente.

 Salviettine umidificate per il cambio

Anche in questo caso, le ho tenute di scorta in ospedale ma le ho usate solo a casa; o meglio, fuori casa, visto che le ostetriche si raccomandano di lavare il culetto del bambino con acqua e sapone di buona qualità quando se ne ha la possibilità, sia per una questione di igiene sia per una questione ecologica. Non ci siamo affezionati a una marca in particolare, stiamo solo attenti ad acquistare salviettine prive di profumo (quelle Pillo, ad esempio, non ci sono piaciute).

Golfini, felpe, cappellini,…

…e tutto quanto non sia necessario nei primissimi giorni. Io ho comprato il minimo indispensabile per l’ospedale, perché di vestitini ne arrivano sempre in regalo, perché le misure alla nascita sono incerte e cambiano in fretta e perché, soprattutto in un mese come marzo, anche la temperatura è imprevedibile e ci si accorge mano a mano di quello che serve. Inoltre, a parte qualcosa di sfizioso donato da mia madre, non ho mai voluto spendere molto in queste cose. Infine, pensando a un eventuale riutilizzo e non amando il tutto azzurro o tutto rosa, ho scelto colori il più possibile neutri.

N.B. E’ bene che i vestiti nuovi del piccolo siano lavati prima di essere riposti nei sacchetti, per evitare il contatto con la polvere che potrebbero aver preso mentre erano in esposizione o altri residui di materiali di produzione, ma non è necessario disinfettarli. Il Napisan o eventuali altri prodotti, infatti, aumentano solo il rischio di dermatite nei bambini. Leonardo ha voluto lavarli a mano con il sapone fatto in casa dalla nonna, ma – da indicazioni dell’ostetrica – si possono lavare tranquillamente in lavatrice senza ammorbidente e con un eventuale super risciacquo.

[continua]


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