Bebè in arrivo: la mia lista delle cose utili (e sono molte meno di quelle che i negozi vogliono farci credere!)

Per il piccolo – a casa: la nanna e il relax

Culla/lettino

Leonardo ha voluto costruire personalmente una bellissima culla in legno, con una sponda che si abbassa e permette l’aggancio al lettone, bianca e decorata insieme apposta per Edoardo. Finché c’è stato, è stata comoda soprattutto per i pisolini diurni, perché avendo le ruote poteva essere trasportata nella zona giorno della casa. Ma di notte Edoardo dorme con noi nel lettone, per favorire l’allattamento e il riposo di tutti. Non l’avrei detto a priori, ma l’esperienza e le letture mi hanno convinta del fatto che il co-sleeping nella primissima infanzia non sia una cattiva abitudine, ma una precisa scelta di accudimeno prossimale che, in quanto del tutto naturale, porta benefici sia al bambino sia ai genitori.

Quando si pensa alla nanna del bebè, prima che il piccolo nasca, in genere la nostra attenzione si concentra sugli accessori, e quindi sui contenitori destinati ad accogliere il suo sonno. Ma al di là degli accessori sarebbe di grande aiuto informarsi sulle dinamiche che regolano il sonno del bambino nella primissima infanzia. Nella nostra società, infatti, è diffuso il mito “del bambino bravo che dorme tutta la notte”, ma si tratta appunto di un mito, o meglio un falso mito, perché i bambini piccoli nella maggior parte dei casi non dormono mai molte ore consecutive e i risvegli notturni sono fisiologici, quindi normali, e legati allo sviluppo stesso del bambino. Se i genitori arrivano all’appuntamento con la nanna già “preparati”, si evitano tanti dubbi e preoccupazioni («Perché il mio bambino non dorme? Cosa sto
sbagliando?») e ci si può organizzare per accogliere al meglio il bisogno di vicinanza e rassicurazione che è comune a ogni bambino e che di notte può risultare ancora più intenso.

G. Cozza, “Buonanotte e sogni d’oro (senza spendere una fortuna)”, UPPA 4/2018

Materasso antisoffoco

Abbiamo scelto un materasso Willy di dimensioni [90 x 45 x 5] cm, sulla base delle quali Leonardo ha costruito la culla ma, come detto sopra, è stato utilizzato molto poco.

Proteggi materasso

Ne abbiamo presi due, uno per la carrozzina e una per la culla, e li abbiamo sempre usati anche se Edoardo non ha mai bagnato il letto al punto da rischiare di rovinare il materasso.

Corredino culla/carrozzina/lettino

Ho messo in lista nascita i seguenti pezzi:

  • una coperta di lana
  • un piumino con relativo sacco copri-piumino
  • una parure lenzuolino sotto + lenzuolino sopra + federa (quest’ultima inutilizzata)
  • una parure coperta + lenzuolino sopra + federa (quest’ultima inutilizzata)
  • due lenzuolini sotto con angoli e un lenzuolino sopra

…e si è rivelato essere decisamente troppo.

  1. perché sono arrivate in regalo lenzuola e coperte, sia nuove sia dei cugini più grandi
  2. perché siamo rimasti affezionati alla copertina della nascita e alla copertina di quando era piccolo il papà
  3. perché Edoardo ha dormito soprattutto nel lettone (e io che alle prime avvisaglie ho mandato la suocera a prendere una parure della lista perché temevo che il bambino nascesse senza un letto fatto!)
  4. perché, al contrario di quanto pensassi, non è servito allestire o comunque cambiare spesso l’intera parure di lenzuola della carrozzina, visto che non l’abbiamo mai usata per la nanna ma solo per il trasporto (N.B. il lenzuolino sotto della carrozzina richiede di essere tagliato per far passare le cinture per i viaggi in macchina, quindi – a differenza del lenzuolino sopra – non è riutilizzabile per la culla)

Sdraietta

Abbiamo scelto un modello Foppapedretti (l’unico che abbiamo trovato un poco sobrio) che può fare sia da altalena che da sdraietta appunto. In questa seconda configurazione, l’abbiamo uata spesso per far stare Edoardo a tavola con noi, appoggiando la sdraietta direttamente sul piano; a differenza del cuscino allattamento che faceva da mini-sofà quando Edoardo era piccolissimo, infatti, la sdraietta permette di stare in una posizione non perfettamente orizzontale, interagendo di più. La configurazione altalena, invece, l’abbiamo usata molto poco. Innanzi tutto non è molto agevole sganciare e agganciare la sdraietta alla struttura fissa, che teniamo in sala. Inoltre, Edoardo non ha mai apprezzato particolarmente le varie funzionalità di movimento basculante, suono, barra portagiochi rotante, luci con diversi colori, ecc… e anche a me effettivamente danno l’idea di rincretinimento più che di stimolazione. Quindi viva la semplicità, per il dondolamento ci sono le braccia di mamma e papà.

 Ciuccio

Sull’utilizzo del ciuccio si legge e si sente di tutto: calma il bambino ma rovina il palato, riduce il rischio SIDS ma aumenta quello di otite, è un vizio difficile da togliere ma sempre meglio del pollice… Alla fine ogni mamma arriva a farsi una propria personale opinione, anche sulla base delle caratteristiche del bambino. Le indicazioni dell’ostetrica sono di evitarlo per i primi 20 giorni, altrimenti il tipo di suzione diversa potrebbe compromettere l’allattamento al seno. Dopodiché le linee guida lo sconsigliano, ma il buon senso dice di utilizzarlo con moderazione se ci si accorge che questo tipo di suzione non alimentare ha un effetto calmante sul bambino. Avevo letto un articolo secondo cui l’utilizzo del ciuccio riduce il rischio SIDS, ovvero di “morte in culla”, perché rende il bambino più vigile rispetto a momenti di apnea; al corso di accompagnamento alla nascita, poi, l’ostetrica mi ha informata che era in corso un’indagine perché chi pubblicava aveva interessi nella vendita. Sicché mi sono decisa ad aspettare, tenendo comunque un ciuccio di scorta che ci era stato regalato dal negozio dove avevamo aperto la lista nascita. Quando, in qualche momento di pianto non dovuto alla fame né al pannolino sporco, abbiamo provato a proporglielo, Edoardo ha sempre rigettato il ciuccio. L’unica occasione in cui l’abbiamo usato qualche volta è stata la macchina, quando non potevo immediatamente dargli il seno. Ma sono felice di non aver avuto bisogno di accompagnare Edoardo allo svezzamento da ciuccio.

 Sterilizzatore

Inizialmente ne avevamo messo in lista nascita uno che andava in microonde, con inclusi due biberon e due ciucci. Dopo il corso di accompagnamento alla nascita l’ho tolto, perché l’acquisto a priori del biberon non ha senso (in effetti Edoardo non ne ha mai usato uno) e, per un eventuale ciuccio, avremmo potuto adottare metodi di sterilizzazione tradizionali (ad esempio far bollire dell’acqua in una pentola). Alla fine ne abbiamo ricevuto uno elettrico, che sterilizza col vapore, da parte di una collega di Leonardo che non ne aveva più bisogno e lo abbiamo utilizzato qualche volta per disinfettare i ciucci tra un viaggio in macchina e l’altro. Ci è servito pochissimo quindi abbiamo fatto bene a non acquistarlo.

 Biberon (e relativi scovolino e detergente per la pulizia) 

Non ha alcun senso acquistare dei biberon perché “non è sicuro che arriverà il latte”: la motivazione ad allattare deve essere forte e, se ci fosse qualche intoppo, si deciderà di conseguenza. In negozio mi hanno detto che poteva servire per dare l’acqua o la camomilla, ma al corso di accompagnamento alla nascita ho poi scoperto che l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi, poi si introdurranno altri cibi e bevande (e il biberon non è comunque lo strumento più giusto per dargliele).

 Cuscino antisoffoco

Per quanto ne facciano di molto sottili, l’indicazione che ci è stata data è di far dormire i neonati in posizione orizzontale senza alcun rialzo (rientra nelle azioni di prevenzione alla SIDS), per cui Edoardo non ha mai usato cuscini nei primi mesi, salvo poi scegliere di posizionarsi sui nostri.

 Baby monitor

L’ostetrica ci ha sconsigliato di acquistarlo e io non ho mai sentito il bisogno di averlo. Se lo si sceglie per monitorare il respiro del bambino (funzione di Angel Care), oltre che per ascoltarlo e vederlo costantemente, bisogna considerare che potrebbe essere inefficace (quando suona è tardi…) e comportare due rischi: il primo è quello di prendersi dei grossi spaventi che possono portare alla sindrome da scuotimento; il secondo è quello di sentirsi sicuri rispetto alle altre azioni che sono invece fortemente consigliate per prevenire la SIDS.

[continua]


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