Bebè in arrivo: la mia lista delle cose utili (e sono molte meno di quelle che i negozi vogliono farci credere!)

Per il piccolo – a casa: igiene e cura

 Termometro

Noi ne abbiamo inserito in lista nascita uno della Chicco con rilevazione rettale o orale, anche se la letteratura più recente rivaluta la rilevazione esterna (ascellare); ad ogni modo non abbiamo avuto problemi con questo prodotto.

 Soluzione fisiologica

Credo sia utile tenerne una confezione in casa, anche se andrebbe utilizzata per la pulizia di naso e occhi non quotidianamente ma solo quando serve, ad esempio se ci sono secrezioni o il bambino non respira bene.

 Garze sterili e bende ombelicali

Ci sono diversi metodi per trattare il moncone ombelicale, dall’antibiotico al semplice lasciarlo all’aria. All’ospedale di Novara ci hanno insegnato come proteggerlo con le garze senza usare alcun prodotto e ci hanno dato indicazione di cambiarle tre volte al giorno (a meno di trovarlo sporco o bagnato) fino alla sua caduta. La sostituzione tipicamente avviene in occasione di un cambio pannolino, per cui, dopo aver lavato culetto del bambino e mani nostre (non servono pinzette), si mette sotto un pannolino pulito, si avvolge il moncone con una garza e poi si copre con la retina. E’ importante verificare che non ci siano zone di arrossamento o secrezioni. Il tempo di caduta è molto variabile: nel nostro caso, è successo proprio in ospedale durante la prima visita post dimissioni, quando Edoardo aveva 5 giorni. Può capitare che ci sia una crosticina o che esca una gocciolina di sangue; a noi non è successo, ma lo scrivo perché ho sentito mamme preoccupate che, dopo aver consultato medici e farmacisti, mi hanno detto “se avessi saputo prima che poteva essere normale, non mi sarei angosciata tanto”. Dopo la caduta, ci hanno fatto medicare l’ombelico con acqua ossigenata fino a quando “friggeva”, dopodiché abbiamo potuto iniziare a fare il bagnetto. Noi abbiamo preso il kit della Chicco: nessuna accortezza particolare se non di conservare la confezione ben chiusa.

Pasta protettiva

E’ molto utile in caso di arrossamento del culetto, ma le indicazioni attuali dell’ospedale sono di utilizzarla solo se necessario e non come prevenzione. Noi ne teniamo una accanto al fasciatoio e una nella borsa cambio e ci siamo trovati bene sia con la Fissan che con la Nivea: sono paste molto dense, con ossido di zinco, che hanno effetto pressoché immediato.

 Fasciatoio

Nonostante si trovino in commercio degli adorabili fasciatoi con strutture in legno abbinate alla culla e al comò, con vaschetta e cassetti annessi, noi abbiamo optato per una soluzione fai-da-te, ideata e costruita da Leonardo, molto pratica. Abbiamo acquistato online il solo materassino e lo abbiamo poggiato su un piano in legno bianco con un cassetto sottostante dove teniamo i pannolini. Tale struttura poggia a sua volta, a un altezza comoda per il cambio, sulla vasca, di fianco al lavandino, di modo che, una volta lavato il culetto, sia immediato lo spostamento sul fasciatoio. Considero tale soluzione molto pratica perché i tradizionali fasciatoi, per come sono disegnati e per lo spazio di cui di solito si dispone, vengono piazzati in cameretta, ma questo vuol dire che o per lavare il bambino si utilizza la vaschetta direttamente in cameretta (e non oso pensare a quanto si possa bagnare) oppure occorre ogni volta spostarsi da una stanza all’altra (e non è agevole, soprattutto di notte, anche per il cambio di temperatura cui il bambino è sottoposto). Se anche vi fosse spazio per mettere il classico fasciatoio in bagno, non è lì che terrei i vestiti del bambino, per questo abbiamo escluso l’ipotesi di acquistarne uno tradizionale con tutta la sua ingombrante struttura… Ovviamente la soluzione dipende sempre, oltre che dall’inventiva, anche e soprattutto dallo spazio che si ha a disposizione. Ho acquistato un solo copri-materassino per il fasciatoio, lo alterno a dei normali asciugamani.

 Vaschetta

Abbiamo acquistato una vaschetta Tippitoes, con sostegno per la schiena e poggiatesta, e l’abbiamo inserita sulla vasca, sempre grazie alla struttura costruita da Leonardo, a un’altezza comoda a un adulto per fare il bagnetto al bambino. Insomma la vaschetta rientra nella soluzione pratica ed economica descritta sopra: si trova accanto al fasciatoio, in modo che il passaggio tra bagnetto e cambio sia immediato; sopra la vasca, così da essere riempita e svuotata facilmente senza bagnare in ogni dove; accanto al lavandino, che ci ha salvato nelle situazioni di bisognini fatti in vaschetta che richiedono un temporaneo trasferimento per mantenere la temperatura o finire il risciacquo. Nel ripiano dietro alla struttura, oltre agli asciugamani, teniamo tutto l’occorrente per il bagnetto e Leonardo ha addirittura voluto montare un supporto per il phon, come quelli che si trovano dai parrucchieri, per asciugare e scaldare Edoardo dopo il lavaggio. Dopo i primi mesi, Edoardo ha iniziato a fare il bagno nella vasca grande con noi.

Detergente liquido

Il consiglio dell’ostetrica è di utilizzare, per il bagnetto del bambino, amido di riso o olio di mandorle dolci o comunque prodotti emollienti che abbiano meno ingredienti possibile. Molti dei detergenti in commercio, per quanto venga indicato che si tratta di prodotti studiati appositamente per la pelle del bambino, sono in realtà molto aggressivi. E io lo posso confermare, sia perché li ho provati (ce ne avevano regalati un paio e facevano squamare la pelle), sia perché io stessa ho sempre sofferto di dermatite e ho passato molti anni alla ricerca di detergenti adatti. Dopo qualche giorno di bagnetto fatto con l’amido di riso, siamo passati a un bagno baby oleato prodotto in laboratorio dalla farmacia Chiaudani di Rho; l’ho selezionato per me una decina d’anni fa perché è l’unico detergente liquido con cui riesco a lavare anche i capelli senza che rimangano unti (nonostante sia oleato) e senza che mi vengano prurito, bollicine e arrossamenti sulle mani. In questo caso il costo (7€ un flaconcino da 300 ml) e il viaggio fino a Rho per me valgono veramente la pena: Edoardo ha una pelle perfetta, io non me la rovino nel lavarmi e nel lavarlo e usiamo un unico prodotto per tutto.

Può ​sembrare incredibile, ma la maggior parte delle volte basta solo un po’ di acqua tiepida per garantire l’igiene del bebè. Il neonato, infatti, non è sporco e la sua pelle è provvista di sostanze grasse che lo proteggono. E quando il bambino crescerà, e inizierà a sporcarsi, un normale detergente delicato utilizzato anche per il resto della famiglia andrà benissimo.

(G. Cozza – giornalista e scrittrice, “Tutto per l’igiene del bebè”, UPPA 6/2017)

Accappatoi per neonato

Sono delle spugne di forma quadrata con uno degli angoli rivestito di un doppio strato in modo che possa fare da cappuccio, quello opposto che va in mezzo alle gambine e gli altri due che avvolgono il bambino. Noi ne avevamo comprato uno e un altro ci è giunto in regalo a Natale, ma possono essere sostituiti da normali asciugamani. Da Prenatal ci hanno venduto anche le garze come fondamentali per asciugare le parti più delicate, ad esempio da passare tra le dita dei piedi, ma noi non le abbiamo trovate così fondamentali, per quanto assorbano molto bene.

 Forbicine, spazzolina, pettinino, termometro da bagno, spugna

Noi abbiamo inserito in lista nascita il set igiene della Chicco che contiene tutti questi accessori: è carino, ma a posteriori posso dire non particolarmente utile. Le forbicine non le ho mai utilizzate per tagliare le unghie, preferendo invece una lima in cartone. Spazzolina e pettinino non mi sono serviti finora perché Edoardo non ha una folta chioma. Durante il bagnetto, lo insapono direttamente con le mani e non con la spugnetta. Ho usato per qualche tempo il termometro, per accertarmi che la temperatura dell’acqua sia tra i 35 e i 38 °C (niente che non si possa cogliere al tatto, comunque).

 Bilancia

Il suo acquisto è sconsigliato dalle ostetriche, perché rischia di far andare in paranoia le mamme sul peso del bambino prima e dopo la poppata o comunque nel breve termine. L’aumento di peso che ci si aspetta settimanalmente è di 120-150 g almeno, ma l’ideale sarebbe fare una valutazione di medio termine. Si potrebbe andare in farmacia a pesare il bambino o addirittura aspettare il controllo mensile dal pediatra, salvo diverse indicazioni. Per noi il peso non è mai stato un problema, perché Edoardo è sempre cresciuto, come me da piccola, a vista d’occhio… alcune settimane ha messo su quasi mezzo chilo! Però, nonostante avessimo scelto di non comprarla, la farmacista sotto casa ci ha dato una bilancia in prestito. Si tratta di bilance che permettono di tenere il bambino in posizione orizzontale e, a differenza di quelle per adulti, hanno una precisione al decagrammo.

 Latte detergente, latte/crema/olio idratante

Le nuove linee guida consigliano di utilizzare meno prodotti possibile sul bambino, perché aumenta il rischio di micosi. Mentre la pasta protettiva ci siamo comunque trovati a doverla applicare, all’occorrenza, di latte detergente o prodotti idratanti non ho mai avuto bisogno per Edoardo. Per fortuna, dopo i consigli dell’ostetrica, sono riuscita ad alleggerire la lista nascita di questi prodotti.


Per il piccolo – a casa: viaggio e passeggio

 Sistema modulare (navicella + ovetto + passeggino) con base per seggiolino auto

Memore della praticità sperimentata portando a passeggio i cuginetti semi-olandesi, Leonardo partiva con l’idea di un sistema a tre ruote, che non è molto facile da trovare in Italia. Dopo qualche ricerca su internet, abbiamo optato per il Trider Jané e, durante una visita al negozio di Paniate proprio alla vigilia di Capodanno, ci siamo innamorati del colore verde acqua del modello esposto (era l’ultimo, i colori del 2017 non sono così belli). Abbiamo dunque deciso di bloccarlo subito, versando l’acconto e aprendo lì la lista nascita. Non posso dire che questo trio sia il massimo della leggerezza e dell’agilità nel cambio dei vari moduli, ma in quanto a robustezza e design è ottimo.

L’unica cosa veramente indispensabile, comunque, è il seggiolino per l’auto. Gli altri pezzi sono comodi, anche belli, ma ci sono modi più agevoli, economici e naturali di portare a spasso il bambino, ad esempio con fasce e marsupi.


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