Acquaticità e psicomotricità con Edoardo

Come muovere il neonato

Il primo schema di movimento che andrà acquistando il bambino a partire dalla nascita è il rotolamento. Il rotolamento da supino a prono si realizza nel sesto mese di vita, ma si può facilitarlo attraverso stimoli particolari anche dal secondo mese. Lo sviluppo delle funzioni è infatti organizzato da fattori trasmessi ontogeneticamente (l’ontogenesi è l’insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico di un organismo vivente dalla cellula ovarica fecondata all’embrione fino all’individuo completo) ma anche inscindibilmente legato alla motivazione e alle stimolazioni esterne.

Sia l’istruttrice di nuoto che l’osteopata hanno posto molta enfasi sul prendere in braccio il bambino posto supino, ad esempio per il cambio del pannolino o per vestirlo/svestirlo, facendolo rotolare a pancia in giù sulla mano e poi alzandolo, anziché sollevandolo. Come già detto, Edoardo ha imparato a rotolarsi a 3 mesi, proprio indotto dalla voglia di raggiungere il seno della mamma, ma nonostante ciò abbiamo cercato di acquisire questa abitudine positiva nel “maneggiarlo”.

Come posizionare il neonato

Il dottor Castagnini suggerisce di posizionare il bambino, fin da piccolissimo, su un tappeto di gomma piuma o comunque qualcosa di soffice, lasciando il piccolo sdraiato e libero al massimo. Noi abbiamo utilizzato inzialmente un tappetino da gioco, poi dei tatami veri e propri.

Quando viene preso in braccio, la posizione ideale per il bambino è con la pancia rivolta verso l’adulto, ben adagiato sulla parte alta del torace in modo che possa appoggiare la testa vicino al collo dell’adulto, cambiando spesso lato e sostenendolo dai glutei; un’altra posizione comoda è quella prona su di un braccio a cintura di sicurezza (dalla spalla del bambino all’arto inferiore del lato opposto). Quest’ultima è sempre piaciuta molto a Edoardo da piccolo.

In vista di una migliore e più facilitante stimolazione dell’interesse e dell’affettività, è utile modificare la posizione del bambino in modo tale che i vari stimoli quali la luce, i suoni, le voci, i rumori, ecc. non gli provengano sempre dallo stesso lato.

La prensione e l’uso delle mani

Un altro aspetto che sia l’istruttrice sia l’osteopata hanno osservato attentamente è l’uso delle mani.

Ho imparato, anche se non c’avevo mai fatto caso, che prima dei 3 mesi il bambino prende l’oggetto solo se posto nel campo visivo di uno dei due occhi; infatti se l’oggetto è sulla linea mediana il bambino non sa con quale mano prenderlo e manifesta la voglia di farlo con tutto il corpo.

Dopo la fine del 4° mese, il bambino riesce non solo a prendere gli oggetti sulla linea mediana ma anche a portarli alla bocca.

Entro la fine del 6° mese la prensione inizia a divenire radiale (con opposizione pollice-indice) e questo gli permette di riconoscere gli oggetti presi e di spostarli da una mano all’altra.

Ora potete offrirgli degli oggetti da maneggiare e mettere in bocca. Potreste persino provare a metterli di fronte a lui a una distanza tale per cui deve impegnarsi per raggiungerli, e condividere con entusiasmo i suoi tentativi.

A partire dai 4-5 mesi, inoltre, potreste offrire delle esperienze di attività per terra (non da seduto), mettendolo a pancia in su, a pancia sotto, di fianco, offrendogli così la possibilità di giocare e sperimentare il movimento in libertà e sicurezza.

G. Rapisardi (pediatra), F. E. Banella e L. Migliaccio (psicologi), “Primi tentativi alla scoperta del mondo”, UPPA 5/2018

Contatto con l’ambiente esterno e socializzazione

Fin da subito il bambino percepisce mediante i cinque sensi. Il contatto con l’ambiente esterno evidenzia la competenza di socializzazione, ossia il rapporto con altre persone che è alla base della crescita umana.

Già entro il  1º mese il bambino è attratto dal volto umano e fa vedere movimenti del corpo in risposta a stimoli vocali di chi gli sta accanto.

Intorno ai 2 mesi il bambino sorride a chi lo coccola, ne ascolta la voce ed emette gorgheggi.

Al 4º mese il sorriso del bimbo inizia ad acquisire una certa espressività, mentre la capacità di vocalizzazione diventa un po’ più modulata.

Al 5º mese il piccolo riconosce i volti familiari e presenta una risposta attiva nei confronti dell’ambiente che lo circonda.

All’8º mese il bambino mostra angoscia nell’approccio con persone che non conosce, preferendo stare con la madre; si ha una mimica ricca: al bambino piace guardarsi allo specchio e risponde ai vezzeggiamenti di chi gli sta accanto.

9 mesi si evidenzia la lallazione.

10 mesi risponde se lo si chiama per nome, gioca a fare “cu-cu”, batte le mani e fa ciao.

A 11 mesi si ha l’articolazione di suoni concreti per indicare un oggetto.

A 12 mesi è l’ora delle prime 3 o 4 parole e il bambino aiuta abbastanza bene chi lo sta vestendo.

La locomozione inizia presto

La capacità del bambino di muoversi nello spazio si evolve secondo precise tappe, anche se ognuno ha i suoi tempi.

Il neonato si presenta, se sdraiato a pancia in giù, con la testa girata da un lato; il baricentro si trova nella zona del collo e non c’è nessuna capacità di sostegno. La zona del corpo che rimane più in alto è il sederino.

All’età di circa due mesi il bambino inizia a essere attratto verso stimoli visivi e uditivi e incentivato ad alzare la testa, sostenendosi per un breve periodo sugli avambracci. Si ha in questa fase lo spostamento del baricentro del corpo verso la zona dell’ombelico-bacino.

Tra il 3° e il 4° mese, l’ulteriore spostamento del baricentro verso il cingolo pelvico permette di mantenere più a lungo la testa fuori dalla base di appoggio con un’estensione simmetrica del capo.

Intorno ai 4 mesi e mezzo il bambino inizia a spostare il suo baricentro lateralmente per poter afferrare con una mano un oggetto posto dinanzi a sé: si instaura un triangolo d’appoggio formato da un lato da gomito e bacino, dall’altro dal ginocchio.

A 6 mesi circa si ha l’appoggio simmetrico sulle mani aperte.

Dopo gli 8 mesi il piccolo inizia a caricare sulle braccia estese e sulle ginocchia contemporaneamente; si assiste quindi al primo tentativo di posizione quadrupedica che per 2 o 3 settimane consiste nel dondolamento avanti e indietro in questa postura.

A 9 mesi in posizione prona il bambino è in grado di strisciare in avanti in maniera più o meno coordinata e con una preferenza di lato.

Tra i 9 mesi e i 10 mesi si ha l’andatura a carponi con schema alternato e i primi tentativi di arrampicarsi in stazione eretta, postura che viene raggiunta a 11-12 mesi.

A 12-13 mesi si assiste al raggiungimento della stazione eretta senza sostegno che man mano diventa più sicura.

[continua]


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