Edoardo si svezza da solo

Benefici…

Rapley e Murkett elencano una serie di benefici dell’autosvezzamento in cui mi sono trovata perfettamente; li sintetizzo di seguito.

1) È naturale

I bambini sono programmati per esplorare e sperimentare, soprattutto con la bocca e con le mani: è così che imparano. Con l’autosvezzamento, il bimbo può esplorare il cibo al suo ritmo e seguire l’istinto per mangiare quando è pronto.

2) Permette di conoscere il cibo “vero”

I bambini cui viene permesso di nutrirsi da soli imparano a conoscere l’aspetto, l’odore, il gusto, la consistenza dei vari cibi; nell’ambito dello svezzamento tradizionale, invece, tutti i sapori sono mescolati in un’unica purea. In questo modo, i bambini imparano quali sono i cibi che preferiscono e possono scegliere di lasciare il singolo alimento che non amano, invece di dover rinunciare a tutta la pappa. Significa che tutta la famiglia può mangiare insieme anche se non a tutti piace ogni cosa.

3) Insegna a mangiare in maniera sicura

Questo è il beneficio più difficile da spiegare, finché non lo si sperimenta, perché è diffusa la paura che i bambini che mangiano da soli possano strozzarsi col cibo. Merita dunque un piccolo approfondimento.

A volte, a spaventare sono i conati che si presentano quando si attiva il riflesso faringeo, che ha lo scopo di spingere il cibo in avanti perché difficile da inghiottire: non si tratta in realtà di strozzamento, ma di un meccanismo di sicurezza volto a prevenirlo. Nei bambini, il punto di innesco del riflesso faringeo è situato molto più avanti sulla lingua rispetto agli adulti, proprio per proteggerli: questo vuol dire sia che è più facile stimolarlo, sia che quando viene attivato il cibo si trova lontano dalle vie respiratorie. Il punto di innesco del riflesso faringeo si sposta sempre più indietro man mano che il bambino cresce, per cui gli episodi di conato svaniscono gradualmente: chi ha avuto modo di esplorare con il cibo sin da subito avrà potuto sfruttare meglio l’efficacia del riflesso faringeo come segnale di avvertimento.

Quando il cibo arriva effettivamente a ostruire le vie respiratorie, il bambino si strozza. Anche in questo caso, i colpi di tosse che derivano da un’ostruzione parziale non devono spaventare: sono un metodo efficace con cui il piccolo riesce a risolvere il problema da solo. È quando il bambino rimane in silenzio, perché l’aria non riesce a superare il blocco (ostruzione totale), che bisogna intervenire.

A patto che la forma del cibo proposto sia adeguata e che il bambino sia seduto correttamente, l’autosvezzamento non aumenta il rischio di strozzamento ma anzi aiuta a mangiare in sicurezza, perché il piccolo può esplorare il cibo con le mani prima di metterselo alla bocca (imparando ad esempio a capire qual è una dimensione del boccone gestibile): il rapporto tra quello che percepiamo con una parte del corpo e quello che sentiamo con un’altra, infatti, è una cosa che si impara solo tramite l’esperienza.

“Se i genitori hanno imparato a mettere in atto le precauzioni necessarie a evitare il soffocamento da cibo, il rischio di soffocamento durante l’autosvezzamento è paragonabile a quello presente nello svezzamento tradizionale. Queste sono le conclusioni di un recente studio neozelandese […]: a 6-8 mesi, il 35% dei bambini riporta un episodio di inalazione da cibo con ostruzione parziale o, più raramente, totale delle vie aeree, indipendentemente che pratichi un tipo o l’altro di svezzamento.”

M. Musetti, M. Marchesi, L. Seletti, Cibo a pezzi già dai sei mesi? E se poi soffoca?, UPPA n° 5/2017

4) Insegna a conoscere il mondo

Giocare per i bambini significa imparare. E il cibo è uno strumento educativo potentissimo: maneggiandolo, ad esempio, i bambini imparano come tenere in mano qualcosa di morbido senza romperlo o qualcosa di scivoloso senza farlo cadere. Sperimentano concetti come più e meno, la forma, le dimensioni, il peso, la consistenza: utilizzano tutti i sensi e scoprono come combinare tutti questi aspetti per capire meglio il mondo che li circonda.

5) Aiuta a realizzare il proprio potenziale

Nutrirsi da soli permette ai bambini di fare pratica a ogni pasto con aspetti importanti dello sviluppo: usando le dita per portarsi alla bocca il cibo allenano la coordinazione mano-occhio; afferrando cibi di forme e dimensioni diverse allenano la destrezza; masticando il cibo, invece che inghiottire sempre puree, sviluppano i muscoli facciali di cui in seguito avranno bisogno per parlare.

6) Permette di acquisire fiducia

Quando un bambino afferra qualcosa e se la porta alla bocca, riceve un premio quasi istantaneo sotto forma di gusto o consistenza interessante e questo lo aiuta ad acquisire fiducia nelle proprie abilità. Man mano che impara cosa è commestibile e cosa no, e cosa deve aspettarsi dai vari cibi, impara ad avere fiducia anche nel proprio giudizio. Vedere il proprio figlio nutrirsi da solo aumenta anche nei genitori la fiducia nelle sue capacità e questo spesso li rende più rilassati di fronte al suo bisogno di esplorare il mondo. Infine, dato che i bambini che si autosvezzano sfruttano i propri istinti per decidere cosa mangiare e cosa lasciare sul piatto, essi acquisiscono fiducia anche nei confronti del cibo e raramente si mostrano sospettosi o schizzinosi.

7) Rende il pasto in famiglia divertente, istruttivo, facile, sereno

Essere portati a tavola con la famiglia e incoraggiati a mangiare gli stessi alimenti degli altri fin dall’inizio, oltre che essere divertente per i bambini, farà sì che essi imitino il comportamento degli adulti, imparando presto a usare le posate, gestire diversi cibi, condividere, attendere il proprio turno, fare conversazione. In questo modo, inoltre, i pasti diventano più facili, perché:

  • non si perde tempo a cucinare cose diverse, a ridurre il cibo in purea, a imboccare il bambino;
  • il bambino non viene mai trascurato, perché si mangia tutti insieme e non c’è un momento in cui bisogna tenerlo impegnato mentre i grandi mangiano;
  • quando i bambini non vengono spinti a mangiare per forza, è impossibile che nascano problemi: trucchetti e giochi per persuaderli ad accettare il cibo non servono più, così come non servono promesse e compromessi per convincerli a mangiare cibi sani.

Esperienze con il cibo felici e salutari fin dalla prima infanzia favoriscono un atteggiamento positivo verso il cibo: sarà meno probabile che si presentino disturbi alimentari anche in età adolescenziale e adulta.

8) Favorisce la salute a lungo termine

Dato che la frequenza dell’allattamento si riduce molto gradualmente, i bambini che si autosvezzano e che vengono allattati al seno sono inclini a proseguire l’allattamento per più tempo; il latte materno non solo contiene un perfetto mix di elementi nutritivi, ma è anche ottimo per proteggere il bambino a la madre da molte malattie. Inoltre, i bambini che si autosvezzano sono inclini a mangiare in modo salubre e vario anche da grandi, in parte perché imitano i genitori (ovviamente la precondizione è che in casa si mangi sano), in parte perché tendono a essere più audaci. Infine, i bambini cui viene permesso di scegliere il cibo, il ritmo e la quantità molto probabilmente continueranno a mangiare seguendo il proprio appetito e saranno meno inclini a esagerare anche da grandi: questo aspetto potrebbe essere molto importante per prevenire l’obesità.

9) Rende più facili i pasti fuori casa

L’autosvezzamento fa sì che nel menu di gran parte dei ristoranti sia sempre possibile trovare qualcosa di adatto al bambino che, svezzandosi in questo modo, sarà verosimilmente un mangiatore più avventuroso. Per i genitori dunque sarà più facile andare a mangiar fuori, anche perché non bisogna preoccuparsi di portarsi dietro omogeneizzati o accessori ad hoc. La scelta migliore in questi casi è chiedere un piatto in più per il bambino, affinché possa assaggiare quello che ordinano i genitori, oppure richiedere una porzione più piccola di un piatto per adulti, evitando invece il “menu per bambini” che tipicamente è poco vario o meno sano.

Edoardo a 1 anno e 5 mesi: usa le bacchette al ristorante giapponese

10) E’ economico

L’autosvezzamento è più economico perché evita di comprare l’inutilmente costoso baby-food, ma anche di preparare pietanze separate con conseguente dispendio di risorse in accessori ed energia.

…e difficoltà

Di contro, bisognerà fare i conti con la confusione che inevitabilmente i bambini che si autosvezzano porteranno in tavola prima degli altri (ma finirà presto, perché avranno modo di fare pratica e imparare in fretta!) e con la preoccupazione degli altri, perché molti non conoscono l’autosvezzamento e non capiscono come funziona.

Per far fronte alla confusione, si può pensare di utilizzare dei fogli di giornale sotto il seggiolone (noi li abbiamo trovati comodi soprattutto quando eravamo ospiti in casa altrui) e, a meno che lo svezzamento inizi in una stagione calda tale da permettere di tenere il bambino nudo con il pannolino, dei bavagli con le maniche lunghe in materiale plastico, così da proteggere i vestiti e lavare via i residui di cibo in modo rapido. Per far fronte alla preoccupazione degli altri, invece… ci vuole “solo” tanta pazienza e buona capacità di argomentazione!

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