Austria, Germania e Svizzera – agosto 2012

Giorno 0: venerdì 3 agosto 2012

Soraga (Trento, Italia)

SMALL_P1100396

Il nostro viaggio è iniziato con un raduno presso l’Hotel Malder, in Val di Fassa, dove il gruppo di karate della Seiken Shudo Kai si ritrova da diversi anni per lo stage estivo. Nel 2012 non vi abbiamo preso parte, ma la festa di saluto del venerdì sera è stata l’occasione per rincontrare i karateka provenienti da tutta Italia con le loro famiglie, condividere foto ricordo degli anni passati, gustare un’ottima cena tipica e avere una base di lancio che ci permettesse il mattino successivo di raggiungere in breve tempo le mete che ci eravamo prefissati per le nostre vacanze estive.

Giorno 1: sabato 4 agosto 2012

Innsbruck (Austria)

SONY DSC

Dopo un paio d’ore di viaggio verso Nord, siamo giunti a Innsbruck. Abbiamo visitato il famoso tettuccio d’oro, situato nel centro storico e considerato l’emblema della città.

Il tettuccio d’oro è un erker, ovvero uno struttura tipica delle case dei territori di lingua tedesca usata per proiettare all’esterno alcune finestre. E’ coperto di 2.657 scandole dorate. La scandola è un pezzo di legno tagliato a mano usato anch’esso storicamente nei territori di lingua tedesca per completare la copertura dei tetti delle case. L’edificio su cui il tettuccio si colloca fu costruito nel 1420 come residenza dei conti del Tirolo. In ricorrenza dell’arrivo del 1500, Massimiliano I d’Asburgo fece aggiungere l’erker. Dal 2003 nell’edificio si trova un “segretariato permanente” della convenzione delle Alpi.

Nei pressi del tettuccio d’oro, sorge il più grande negozio Swarovski del mondo: Swarovski Innsbruck. Si trova all’interno di uno degli edifici più antichi della città vecchia e offre l’intera gamma di articoli Swarovski nonché alcune collezioni speciali.

Un’altra tappa da non perdere a Innsbruck è la Hofburg, ovvero la residenza principale del governatore del Tirolo, divenuta successivamente uno dei palazzi della famiglia imperiale austriaca.

La storia della Hofburg di Innsbruck è molto antica in quanto il primo castello ivi costruito risale all’epoca medioevale, quando l’arciduca Sigismondo, conte del Tirolo, sentì la necessità di fortificare il borgo di Innsbruck. Il suo successore, re dei Germani e poi imperatore Massimiliano I, costruì invece l’attuale sistema. La struttura rimase inalterata sino all’epoca di Maria Teresa d’Austria, quando ella diede ordine di ristrutturare il castello in stile rococò, che è la forma con la quale esso ci è giunto. Maria Teresa fece costruire anche un arco trionfale sull’attuale Maria-Theresien-Straße in ricordo di due sue visite alla città: una nel 1739 e una nel 1765 in occasione del matrimonio di suo figlio Leopoldo, evento che venne in parte oscurato dalla morte di suo marito, l’imperatore Francesco Stefano di Lorena, durante i festeggiamenti. La coppia imperiale alloggiava all’epoca proprio alla Hofburg di Innsbruck e Maria Teresa, che aveva una sfrenata ammirazione per il marito, diede ordine che la sua camera da letto fosse convertita in cappella per il palazzo. E’ alla Hofburg che nel 1848 il futuro imperatore Francesco Giuseppe incontrò la principessa Sissi; è soprattutto da lei che la struttura venne usata come residenza per le vacanze. Attualmente la Hofburg è di proprietà statale ed è sede di mostre e convegni.

duomo di San Giacomo (in tedesco: Dom zu Sankt Jakob) è il principale luogo di culto cattolico della città di Innsbruck e sede vescovile della diocesi omonima, istituita nel 1964. Rappresenta anche uno dei maggiori esempi dell’architettura barocca in Austria.

Abbiamo visto, anche se solo da lontano, il Bergisel, trampolino situato sul Monte Isel, a sud di Innsbruck.

Tra le colline appena fuori Innsbruck, abbiamo infine visitato il Castello di Ambras, che porta una firma italiana: quella dell’architetto Giovanni Battista Guarienti, giunto da Verona alla corte dell’arciduca Ferdinando II.

Egli sognava di avvicinarsi a Vienna, per questo incaricò il Guarienti di trasformare in un palazzo il casino di caccia sulla collina che sovrastava Innsbruck. Il progetto affascinò il nobile architetto veronese che, ormai avanti con gli anni, aveva deciso che questo sarebbe stato l’ultimo lavoro al servizio dell’Asburgo, prima di fare ritorno in Italia. Ci mise un impegno tale che il palazzo divenne ben presto un castello degno del figlio dell’imperatore. Congedandosi dall’arciduca, il Guarienti pensava di far ritorno in riva all’Adige, ma cambiò idea quando Ferdinando II volle premiarlo donandogli vasti possedimenti in territorio trentino.

Abbiamo scelto di percorrere la sera stessa i 100 km che ci separavano dalla tappa successiva, pernottando a Füssen, presso l’hotel Ludwigs.

Giorno 2: domenica 5 agosto 2012

Füssen e Oberammergau (Germania)

La seconda giornata di viaggio è stata dedicata alla visita ai castelli di Ludwig II (1845 – 1886).

Hohenschwangau, il castello della giovinezza

Situato nella località di Schwangau presso Füssen, non è propriamente uno dei “castelli di Ludwig”, perché non venne costruito da Ludwig II, ma moralmente lo è visto il determinante ruolo che ha avuto nella vita del sovrano bavarese, che qui trascorse buona parte della giovinezza e sempre qui ospitò l’amico Richard Wagner. E’ molto probabile che l’atmosfera romantica di Hohenschwangau abbia influenzato in modo determinante il carattere sensibile e sognatore del sovrano. L’origine del castello risale al 12° secolo, quando venne edificato dai cavalieri di Schwangau; essi si estinsero nel ‘500 e il castello fu abbandonato e cadde in rovina. Per la sua magnifica posizione, Hohenschwangau attirò le attenzioni dei Wittelsbach che lo acquistarono; tra il 1832 e il 1836 venne fatto completamente restaurare dall’allora principe ereditario Massimiliano, il futuro re Massimiliano II e padre di Ludwig.

Neuschwanstein, il castello delle favole

In italiano significa “Il Castello della Nuova Pietra del Cigno”. È uno dei simboli della Germania nel mondo. È il castello delle favole per eccellenza, fatto costruire da Ludwig, di fronte all’altro castello di Hohenschwangau, a partire dal 1869 su progetto dello scenografo Christian Jank. Commissionato come ritiro personale (il re amava rimanere isolato dal mondo) e omaggio al genio musicale Richard Wagner da lui particolarmente amato, Ludwig pagò per la costruzione del palazzo coi propri fondi senza accedere al tesoro di stato. L’idea di edificarlo sullo stile delle antiche residenze feudali tedesche venne al monarca dopo essere rimasto quasi folgorato da una visita nel 1867 alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia. Neuschwanstein domina dall’alto dei suoi 965 metri i paesi di Füssen e Schwangau e il magnifico paesaggio circostante, caratterizzato da diversi laghi tra i quali spicca per bellezza il piccolo Alpsee. Walt Disney, rimastone affascinato, prese Neuschwanstein come modello per alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione, come La bella addormentata nel bosco” (1959). Le sale interne, riccamente arredate, sono un inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche.

Linderhof, la dimora preferita di Ludwig

Per visitare questo castello, ci siamo spostati nella zona di Oberammergau.

Il nome “Linderhof” deriva da un possente tiglio, Linde in tedesco, che da secoli si trova nel parco. La storia del castello risale al Quattrocento, periodo in cui si segnala la presenza, nella vallata del Graswang, di un podere di proprietà della vicina abbazia benedettina di Ettal. Re Massimiliano II lo trasformò nell’Ottocento in un padiglione di caccia e nel 1869 il figlio Ludwig II acquistò il terreno circostante con l’intenzione di costruire una “villa reale”. Il progetto di Ludwig non prevedeva la realizzazione di un palazzo sontuoso e di rappresentanza ma bensì di un rifugio per se stesso ispirato al Petit Trianon di Versailles, a sua volta rifugio e luogo destinato agli svaghi della regina Maria Antonietta. Approvati i progetti dell’architetto Georg Dollmann, che in seguito costruirà anche Herrenchiemsee, iniziarono subito i lavori che terminarono nel 1879.

Ci siamo soffermati a Oberammergau per visitare anche la cittadina, famosa per l’elevato numero di affreschi sulle facciate delle case e per la messa in opera della passione di Cristo per le strade.

I temi degli affreschi si rifanno alla tradizione bavarese, alla religione, alle favole o figure trompe-l’œil. La pratica del Lüftlmalerei è tipica della Baviera e il suo nome deriva proprio da una casa di Oberammergau chiamata Zum Lüftl che fu la residenza di un famoso pittore di facciate.

La passione di Cristo venne messa in opera per la prima volta nel 1634 come voto fatto dai cittadini a Dio per averli risparmiati dalla peste bubbonica. Da quel momento i cittadini hanno deciso di mettere in atto questa rappresentazione ogni 10 anni.

A pochi chilometri da Oberammergau, abbiamo visitato l’abbazia di Ettal.

Fondata nel 1330 dall’imperatore Ludwig IV il Bavaro, solo a partire dal Settecento visse una vera e propria fioritura, che procedette di pari passo con lo sviluppo del barocco in Baviera e in tutta la Germania meridionale. Oltre a una vigorosa ripresa della vita religiosa, venne istituita una scuola, la Ritterakademie, ovvero l’Accademia dei Cavalieri, che rappresentò una via di mezzo fra una scuola superiore e una università e formò una serie di importanti figure della politica bavarese e austriaca. La scuola oggi è un prestigioso liceo, sempre diretto dai Benedettini, che accoglie circa 450 alunni. Il grande complesso venne ampliato e ristrutturato in forme barocche sotto la guida di Enrico Zuccalli e in seguito di Joseph Schmutzer, in particolare su impulso dell’abate Placidus II, che resse il monastero dal 1709 al 1736.

Abbiamo pernottato in un campeggio trovato sulla strada, il Campingplatz Halbinsel Burg.

Giorno 3: lunedì 6 agosto 2012

Herreninsel (Germania)

La mattina seguente ci siamo mossi in macchina verso Prien (1 h e 45 min circa di viaggio), dove abbiamo preso il traghetto per raggiungere la Herreninsel, ovvero l’isola del lago Chiemsee che significa “isola degli uomini”. E’ così chiamata perché ospitava un convento dei Canonici Agostiniani e si contrappone alla vicina Fraueninsel, l’isola delle donne, che ospita tuttora una comunità di Monache Benedettine.

Herrenchiemsee, la Versailles bavarese

Abbiamo raggiunto Herreninsel per visitare l’ultimo dei castelli di Ludwig, costruito dal re a partire dal 1878.

La facciata è una copia esatta di quella di Versailles: Herrenchiemsee si presenta come un inno alla potenza e alla gloria del Re Sole, Luigi XIV di Francia, di cui Ludwig era profondo ammiratore. Il grande interesse verso il Re Sole e la famiglia reale francese va oltre una semplice rimembranza storica o una passione-venerazione: Luigi XVI di Francia fu il padrino di battesimo di suo nonno, re Ludwig I di Baviera. La prematura morte del sovrano, avvenuta nel 1886 in circostanze mai chiarite nel lago di Starnberg, non consentì di portare a compimento il progetto.

Non ci sono state altre tappe in giornata, sia perché di questo castello abbiamo visitato a lungo anche l’interno, sia perché – oltre al viaggio del mattino – abbiamo percorso la sera stessa l’ora di macchina che ci separava da Monaco, alla ricerca di un albergo, sotto la pioggia.

Giorno 4: martedì 7 agosto 2012

Monaco (Germania)

Monaco è la città più visitata di tutta la Germania. Abbiamo trascorso un’intera giornata passeggiando alla scoperta della Theresienwiese, dove ogni anno ha luogo l’Oktoberfest, la Maximilianstraße, via dello shopping di lusso, la Hofbräuhaus, birreria della corte, la Residenz, palazzo reale di Monaco, l’Hard Rock Café, dove non manchiamo mai dall’acquistare una T-shirt ricordo.

Un’alta torre (81 m) domina la facciata principale e cattura l’attenzione dei turisti perché ospita il celebre Glockenspiel (letteralmente “gioco di campane”), il più grande carillon della Germania che si aziona tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17. Si compone di due piani: nel piano superiore sono rappresentati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l’antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno di Monaco alla consueta normalità e alle feste dopo la fine della peste che la coinvolse dal 1515 al 1517.

Dopo 2 ore e mezza di viaggio, siamo giunti alla sera sulle Alpi svizzere, dove abbiamo trovato un campeggio isolato ma accogliente.

Giorno 5: mercoledì 8 agosto 2012

Maienfeld (Svizzera)

Ci siamo svegliati col rumore dei campanacci e il belato delle pecore, su un prato verde che la sera prima non avevamo avuto modo di apprezzare. L’atmosfera ci preparava alla visita alla casa di Heidi.

L’autrice della storia, Johanna Spyri, si ispirò a un luogo realmente esistente che si trova proprio a Maienfeld. La casa di Heidi è un rustico in muratura del 1880 che mostra in maniera autentica la cantina-dispensa, il soggiorno dove abbiamo trovato i personaggi della fiaba a misura reale, la camera di Heidi con oggetti e libri; ospita fino a 6 persone, che dormono sulla paglia e cucinano sul fuoco proprio come ai tempi di Heidi. La casa-museo aiuta a immergersi totalmente nella genesi della storia, in quanto sono ricreati i luoghi virtuali della vita di Heidi. Dopo aver osservato l’interno della casa, abbiamo ammirato all’esterno “la fontana di Heidi”, realizzata nel 1953 ad opera dell’artista Hans Walt-Koller.

La sera stessa siamo rientrati a Novara, dopo 3 ore di viaggio, a preparare le valigie per il viaggio in Calabria che sarebbe iniziato il mattino seguente.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.