Alsazia, dicembre 2013

Giorno 1 – venerdì 6 dicembre 2013: COLMAR

Tornati dal Sudafrica, abbiamo cambiato le valige e via: il mattino dopo alla 7:00 eravamo a Milano in Piazzale Lotto, luogo di ritrovo per partire in bus verso la Francia. Siamo arrivati a Colmar all’ora di pranzo e nel pomeriggio abbiamo incontrato la nostra guida, per visitare la cittadina e i mercatini natalizi.

Colmar (dal latino columbarium), antica città libera del Sacro Romano Impero, figura tra le dieci città della Decapoli d’Alsazia.

Divenne francese nel 1648 a seguito del Trattato di Vestfalia.

Dopo l’annessione all’Impero tedesco, successiva al Trattato di Francoforte (10 maggio 1871), divenne il capoluogo del distretto dell’Alta Alsazia, all’interno del Reichsland dell’Alsazia-Lorena, e rimase tale fino alla firma del Trattato di Versailles (28 giugno 1919) che mise fine alla I guerra mondiale.

Colmar rimase francese fino al 1940, con l’annessione dell’Alsazia al Terzo Reich durante la II guerra mondiale.

Il 2 febbraio 1945, Colmar fu l’ultima città alsaziana ad essere liberata dall’occupazione tedesca, dopo una lunga resistenza della sacca di Colmar.

Giorno 2 – sabato 7 dicembre 2013: STRASBURGO

Abbiamo dedicato l’intera giornata di sabato a Strasburgo, al mattino con la guida e al pomeriggio liberi. Strasburgo è sede permanente del consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo. Interessanti da vedere soprattutto la Cattedrale con l’orologio Astronomico e il caratteristico quartiere della Petit France.

“Strasburgo” viene dal latino Strateburgus: “la città delle strade”.

E’ capoluogo dell’Alsazia e del dipartimento del Basso Reno e, come Colmar, fu in passato contesa tra Francia e Germania.

La Francia annetté Strasburgo nel 1681, sotto il regno di Luigi XIV. La relativa tolleranza religiosa verso i protestanti rispetto al resto della Francia, insieme alla crescita dell’industria e del commercio, portò la popolazione cittadina a triplicare.

“La Marsigliese” venne composta a Strasburgo nel 1792.

Nel 1870, Strasburgo subì l’assedio prussiano per più di un mese, fino alla resa della guarnigione francese.

Come Colmar, nel 1871 tornò a essere parte dell’Impero tedesco, divenne nuovamente francese dopo la prima guerra mondiale e di nuovo tedesca dal 1940 al 1945. Durante la guerra la sinagoga della città venne distrutta dai nazisti.

La linea del fronte tra Francia e Germania che nei secoli ha attraversato Strasburgo e la sua regione ha anche diviso le comunità e le famiglie, spesso trovatesi su fronti opposti nei diversi conflitti.

Giorno 3 – domenica 8 dicembre 2013: FRIBURGO

Domenica abbiamo lasciato l’hotel per trasferirci a Friburgo, capitale della Foresta Nera e sede universitaria tra le più prestigiose della Germania. Con la guida abbiamo visitato la cattedrale gotica e il centro storico. Al solito, abbiamo avuto il pomeriggio libero per passeggiare e fare shopping.

Friburgo è una città della Germania sud-occidentale, a circa 15 km dal confine con la Francia.

Gode di un clima particolarmente favorevole, le zone circostanti sono infatti note per la produzione di vini.

La numerosa popolazione studentesca influenza la vita culturale e sociale della città: vi si trova infatti un elevato numero di locali pubblici, teatri, cinema.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, un pesante bombardamento rase al suolo l’intera parte settentrionale della città vecchia e gran parte di quella occidentale.

Il monumento più notevole è la cattedrale, con la torre campanaria in stile gotico puro alta 116 m. Intorno alla cattedrale si svolge ogni mattina, fin dal XVI secolo, il pittoresco mercato della frutta e dei fiori.

Siamo partiti nel pomeriggio per arrivare in Italia in tarda serata. 

Il passaggio immediato dal Sudafrica, caldo e con mercati dove fare ottime negoziazioni su un artigianato originale (sia nel senso di “locale”, sia nel senso di “particolare”), all’Alsazia, freddissima e con i mercatini dove abbiamo fatto fatica a trovare qualcosa che ci colpisse a un prezzo ragionevole (qualche volta abbiamo addirittura trovato merce africana al triplo del prezzo), non ci ha fatto apprezzare molto questo weekend lungo. 

Da qui ho imparato che i mercatini del Nord, col loro odore (che io trovo nauseante) di cannella e i loro oggettini poco funzionali (non potrei mai farci dei regali), non fanno per me.

Ciò che ho trovato più interessante è stata la componente storica (in particolare la pagina nera di Friburgo durante il nazismo) e quella architettonica (le case a graticcio tipiche dell’Europa centrale).    


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