Fiori e decorazioni

Il colore tema

Per il nostro matrimonio abbiamo scelto come colore tema l’indaco. Indaco perché è un colore rappresentativo del nostro meraviglioso viaggio in Sudafrica, luogo della promessa. In particolare, siamo rimasti incantati dai bellissimi fiori di Jacaranda e dalla preziosa pietra di tanzanite. Entrambi gli elementi godono di splendide sfumature che vanno dal blu al viola: abbiamo invitato gli ospiti più vicini, i testimoni in particolare, a seguire con un dettaglio del proprio abbigliamento il fil rouge (anzi indigo!).

L’allestimento floreale

Per i fiori, ci siamo affidati all’unico fornitore di San Giovanni, Addobbi Floreali Gentile; lavorando anche nelle zone limitrofe e godendo di buona reputazione, non ci siamo neanche fatti fare preventivi altrove. Le nostre richieste non erano particolarmente esigenti: ci tenevamo che venisse rispettato il colore tema e che non vi fossero elementi pacchiani come i brillantini tra i fiori. Certo il color indaco non è facile da identificare in maniera univoca, per questo alcuni elementi sono stati molto azzeccati, mentre per altri c’è stato un misto di bianco, blu e viola. Ma nell’insieme un accostamento gradevole.

Ho scelto di avere un solo bouquet, a differenza di come si usa al Sud in cui la sposa arriva con uno, che lancia, e lo sposo ne dona un altro, che tiene. Le alternative, per rispettare il colore, erano iris o ortensie: è stato più facile trovare le seconde. Avevo commissionato poi tre piccoli bouquet per le testimoni e per questi sono state utilizzate rose blu. Petali di rosa blu e bianchi anche per i cestini delle damigelle. Di questo dettaglio abbiamo un ricordo divertente, perché Leonardo, che ovviamente si era mosso da San Giovanni alla volta del Santuario prima di me con il suo testimone Daniele, aveva il compito di portare tali cestini alle bambine ma, giunto a Spilinga, si è accorto che… “sono morto”. Per fortuna ha sopperito la nostra amica Lavinia, che li ha consegnati senza che me ne accorgessi all’arrivo del corteo della sposa, ma Leonardo continua a sorriderne dicendo che era lecito se ne fosse scordato perché “non era nella check-list che gli avevo consegnato”. 

Non mi sono curata particolarmente degli allestimenti in casa, lasciando spazio alle donne di famiglia che hanno impiegato la mattinata a preparare un piccolo rinfresco in terrazza, decorandola con materiali (verde e tessuti) forniti dai fioristi stessi; essi si sono invece occupati in prima persona del tappeto per le scale, dell’arco all’uscita di casa (che per l’emozione non ho nemmeno notato, l’ho apprezzato successivamente dalle foto) e della composizione per il Maggiolone. Ci hanno fornito le classiche coccarde bianche per le macchine degli invitati, a cui noi abbiamo aggiunto delle altre coccarde color indaco.

Gli allestimenti per la cerimonia non richiedevano grosso lavoro, dal momento che il Santuario era in mezzo al verde: hanno preparato un bell’arco all’ingresso, fornito il tappeto bianco, posto delle alzatine lungo il viale (non ho apprezzato le palle con foglie finte di plastica); i banchi erano allestiti con rose blu e nastri viola, così come puff, inginocchiatoio e sedie per i testimoni, di proprietà dei fioristi.

Per l’uscita degli sposi, hanno incluso nel servizio la fornitura di mucchietti di riso che sono stati disposti dalle mie testimoni (mi hanno raccontato dopo i retroscena divertenti degli amici che si sono prodigati per fare ordine e pulizia tra i banchi) insieme alle tortine di plastica che avevo comprato per fare le bolle di sapone e ai libretti per seguire la celebrazione. Sempre noi abbiamo dovuto pensare a comprare palloncini ed elio, affidando il gonfiaggio allo zio Gianmauro-Magicus, che ci ha aiutato anche a reperire dei kabuki seri per far sparare i coriandoli ai testimoni e ai miei fratelli.

Per il ristorante, abbiamo utilizzato in parte le composizioni di rose bianche preparate per l’altare, in parte allestimenti (fiori e lanterne) forniti direttamente da Nunzia del SoleMare e in parte decorazioni consegnate da noi stessi al maître (cuoricini di cartoncino color indaco, nastrini per i tovaglioli,…). Come centrotavola, alla sala ricevimenti avevamo richiesto una semplice candela che i fioristi hanno arricchito con una coroncina di nebbiolina.

Il lancio del bouquet

Il lancio è avvenuto dopo cena a bordo piscina. Proprio perché avevo il timore di sbagliare mira e far finire qualche ragazza in acqua, ho fatto un primo lancio “soft”, finito per terra, al quale si sono alzati in coro i “buuu” dei ragazzi che da una pole dancer si aspettavano qualcosa di più. Il secondo lancio è giunto a destinazione, nelle mani di Alice, mia compagna di pole che – pur non essendo ai tempi fidanzata e dunque in programma di nozze – meritava assolutamente il premio per il miglior abito color indaco! 


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