Ciò che ho imparato sull’estasiante arte di allattare

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del bambino, oltre il quale il latte materno diventa complementare agli altri cibi. 


Tutte le mamme possono allattare

…Eppure non tutte lo fanno. Secondo una recente indagine, in Italia il 99% delle donne desidera allattare e avvia l’allattamento. Tale percentuale crolla alle dimissioni e c’è un ulteriore abbattimento intorno ai 15 giorni di vita del bambino. Dopo i primi 3 mesi, le mamme che continuano ad allattare esclusivamente al seno sono meno del 50%.

La maggior parte dei casi di abbandono precoce dell’allattamento è dovuta a una mancata preparazione e una scarsa motivazione che portano a rinunciare alla prima difficoltà (ad esempio le ragadi), pensando che “tanto i bambini crescono lo stesso”. Le donne motivate, invece, sono “una macchina da guerra”: in caso di difficoltà chiedono aiuto presso i punti latte, che possono riportarle ad allattare, a un mese dalla nascita, proprio come le mamme che non hanno mai avuto problemi; il coinvolgimento dei papà è molto importante a sostenere la loro motivazione, perché fanno letteralmente da cane da guardia, sostenendo le compagne e proteggendole da ingerenze familiari, spesso controproducenti.

“Se devo fermarmi a comprare il pane e devo parcheggiare la macchina in uno spazio ristretto e nessuno mi ha insegnato a fare il posteggio all’americana, deciderò di lasciare la macchina in seconda fila; è la soluzione più semplice. Ecco: saper fare il posteggio all’americana è come avere le competenze per aiutare una mamma con l’ingorgo, le ragadi, la paura di avere poco latte e altro ancora; il lasciare la macchina in seconda fila è l’aggiunta di latte artificiale: è semplice, mi sbrigo, e che importa se creo, con un alto grado di probabilità, problemi.”

S. Conti Nibali (pediatra), L’allattamento è ancora a rischio, UPPA 6/2016

Il messaggio più importante che mi è stato trasmesso dal corso di accompagnamento alla nascita è che tutte le mamme possono allattare. I casi di ipogalattia vera sono molto rari, il 2-3%. Al netto di malattie (come l’anoressia), se non si riesce ad allattare è perché non si è ricevuta un’adeguata assistenza. Per fare in modo che il latte arrivi, è necessario l’attaccamento precoce del neonato, libero da schemi e orari costrittivi.

Lo stimolo che determina la montata lattea è soprattutto la suzione precoce e frequente del neonato: più il piccolo succhia, più prolattina è rilasciata dal cervello della mamma e più latte viene prodotto. La prolattina viene rilasciata più facilmente nelle primissime ore del mattino (2-3), per questo all’inizio se il bambino si attacca molto durante la notte è solo un bene. Il compito principale della prolattina è mantenere la produzione di latte nella donna dopo il parto, ma è un anche un ormone che, associato ad altri, regola il ciclo mestruale nella donna (quindi va corretto sia il difetto che l’eccesso).

Il piccolo, massaggiando le radici della mammella con la lingua, attiva inoltre la produzione dell’ossitocina, un altro ormone che provoca la contrazione delle cellule muscolari che avvolgono le ghiandole mammarie, e la dilatazione dei canali galattofori che portano il latte al capezzolo.

E’ importante non guardare orologio né bilancia, evitare ciucci e altri liquidi. Apprese queste informazioni, ho subito tolto dalla lista nascita lo sterilizzatore, con ciucci e biberon, ed escluso l’acquisto della bilancia.

Avete mai sentito di mamme a cui viene suggerito di aspettare tre ore fra una poppata e l’altra per dare modo al seno di riempirsi, che dopo qualche tempo si lamentano di non avere più latte a sufficienza? Ecco, si tratta proprio del FIL [Feedback Inhibitor of Lactation] che entra in azione: il FIL contenuto nel latte presente nel seno inibisce nel tempo la produzione di altro latte! […] La regola empirica che ne segue è che è importante non far riempire mai troppo il seno, ovvero mantenere una certa frequenza nelle poppate!

T. Catanzani e P. Negri, Allattare un gesto d’amore

Le dimensioni del seno non influiscono affatto sulla produzione di latte: anche un seno piccolo è in grado di produrre una quantità di latte sufficiente per il bambino.

“Come funziona la produzione di latte materno” è un interessante articolo pubblicato sul blog UPPA (Un Pediatra Per Amico) che spiega come la produzione del latte materno sia un meccanismo perfetto in cui si incontrano le necessità del bambino e le capacità della madre.


Differenze tra latte materno e latte artificiale

1) Il latte materno è molto digeribile (dopo 5o minuti non c’è più nulla), mentre il latte artificiale impiega circa 4 ore per essere digerito. Questo implica che il bambino allattato al seno debba fare più pasti e, almeno per il primo mese, la mamma potrà avere la sensazione di trovarsi “in apnea”; l’essere sempre attaccato, però, serve per instaurare una relazione forte e duratura: anche se l’evoluzione della società ha portato a un modello diverso, la natura prevede che mamma e cucciolo non si allontanino.

2) Il latte materno ha meno proteine, perché nel latte artificiale non si riescono a ridurre; questo comporta un sovraccarico renale nei bambini che vengono nutriti artificialmente, infatti il dosaggio stabilito dal pediatra deve essere rispettato e non si può dare altro latte anche se richiesto.

3) Il latte materno è associato allo sviluppo, mentre il latte artificiale è associato alla crescita. Un esperimento in cui vengono mostrate alla mamme in gravidanza delle foto di bambini dimostra che esse scelgono sempre bambini che sono nutriti artificialmente, perché sono quelli paffutelli delle pubblicità. E’ vero che con il latte artificiale il bambino cresce più in fretta, tant’è che la curva di riferimento è diversa; ma è normale che un bambino cresca lentamente, rispettando le tappe dello sviluppo.

4) Il latte materno è specie – specifico, mentre il latte artificiale ha una composizione fissa e bisogna stare attenti al dosaggio dei componenti. “Specie – specifico” significa che ogni madre mammifero produce un latte che risponde alle particolari esigenze nutritive dei piccoli della sua specie, con delle differenze dettate dal percorso evolutivo; questo fa sì che il latte della mamma sia insostituibile, perché la sua composizione è l’unica giusta per il suo cucciolo. Il latte materno contiene tutti i nutrienti nelle proporzioni ottimali per la crescita, subendo delle variazioni che corrispondono ai cambiamenti che il bambino attraversa; la composizione, la temperatura, la quantità e la densità si modificano nel tempo e sono sempre quelle necessarie. Per quanto si cerchi di avvicinare la composizione del latte artificiale a quella del latte materno, ad esempio attraverso l’aggiunta di acidi grassi, l’assimilazione è comunque diversa per contesto (come assumere la vitamina C per compresse anziché mangiare degli agrumi).

5) Il latte materno può contenere inquinanti (la cui quantità può essere diminuita attraverso un’alimentazione della mamma protettiva, povera di grassi animali o con carne, latte e uova provenienti da zone non contaminate), ma il latte artificiale ne contiene di più: il latte in polvere infatti deriva dal latte vaccino e anche le mucche respirano aria inquinata; confezionamento e trasporto, poi, fanno aumentare la quantità di agenti potenzialmente inquinanti; infine, gli effetti deleteri dovuti all’esposizione sono, nel caso di nutrizione artificiale, più accentuati.

6) All’allattamento al seno è associato un modello a richiesta: in questo modo il bambino introietta un corretto modello alimentare, perché impara a riconoscere molto presto il senso di fame e di sazietà; potrebbe esserci molta variabilità tra una poppata e l’altra, per cui la valutazione di quanto ha mangiato va fatta nell’arco della giornata. Alla nutrizione artificiale è associato un modello a orario fisso: aumenta in questo caso il rischio di obesità, perché viene introiettato un modello secondo il quale “si mangia non per fame, ma perché si deve”; la dosa fissa a orario fisso, inoltre, rischia di provocare l’ansia del “devo arrivare a 100”.

7) Il latte materno è una risorsa naturale e rinnovabile; l’allattamento al seno protegge l’ambiente perché riduce le richieste di risorse ed elimina fonti di sprechi e inquinamento. Il latte artificiale e i cibi complementari commerciali sono prodotti non rinnovabili che recano danni ecologici in ogni fase della loro produzione, distribuzione e consumo.

8) Il latte materno è gratuito e comodo; oltre al costo dovuto all’acquisto di latte artificiale e degli accessori connessi (biberon, sterilizzatori, ecc.), occorre tener conto del potenziale costo delle visite mediche e, risorsa non meno importante, del tempo impiegato a preparare i pasti e gli spostamenti.

9) L’allattamento al seno non è delegabile, mentre la nutrizione artificiale lo è. Nonostante questo, è importante recuperare alcune caratteristiche dell’allattamento che vanno oltre l’alimentazione, in quanto esso è un atto altamente sensoriale. Il modo con cui si dà il biberon è molto importante: dovrebbe comunque essere la mamma a nutrire il bambino, guardandolo e creando un momento di intimità.

È ormai noto da tempo che anche nel latte materno si possono ritrovare sostanze tossiche prodotte dall’inquinamento. Questo ha preoccupato la comunità scientifica e molti studi sono stati fatti per capirne le conseguenze. La conclusione è stata chiara: il latte materno, pur contenendo contaminanti, mantiene inalterata la sua capacità di favorire il sano sviluppo psico-fisico del bambino. Inoltre, dagli studi è emerso che, tra le sue tante proprietà, il latte materno avrebbe anche quella di minimizzare proprio alcuni degli effetti nocivi degli inquinanti.

L. Brusadin (pediatra), Allattare ai tempi della diossina, UPPA 6/2016

[continua]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.